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Vademecum per la visita pastorale
1. Che cos' è la "Visita Pastorale"?
«La diocesi è una porzione del popolo di Dio affidata alle cure pastorali del vescovo, coadiuvato dal suo presbiterio, in modo che, aderendo al suo pastore, e da questi radunata nello Spirito Santo per mezzo del Vangelo e della eucaristia, costituisca una Chiesa particolare nella quale è presente e opera la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica e apostolica».
(Decreto Sulla Missione Pastorale Dei Vescovi Nella Chiesa, Christus Dominus,Paolo VI, n.11).
Il Vescovo in quanto pastore della comunità visita il Popolo Santo di Dio, non solo perché presenza viva del Signore in quella porzione di chiesa particolare che gli è stata affidata, . ma soprattutto come Padre che guida i suoi figli nella loro quotidianità.
La visita pastorale è un evento di grazia, in cui l'incontro gioioso con le varie realtà diocesane può trasformarsi in un cammino unico da condividere insieme, come figli battezzati in un solo Spirito chiamati a formare un solo corpo.
Pertanto la visita è un momento per riscoprire la parola di Dio, per unirsi nello spezzare il pane, per vivere la carità cristiana e conformarsi ad un modello di comunione che si rinnova di volta in volta con l'incontro con i fratelli.
Il vescovo con questo incontro ravviva l'amore che ha per i suoi fedeli, incoraggia, ammonisce e soprattutto esorta a rimanere saldi nella fede, perseveranti nella carità e sempre nuovi nella speranza.
Durante la visita pastorale il Vescovo compie il suo ufficio di insegnare, santificare e governare, annunciando la parola di Dio, celebrando i Sacramenti e guidando la preghiera comunitaria e, soprattutto, condividendo le gioie, i dolori e le speranze della comunità visitata.
2. Quale scopo ha la Visita Pastorale?
«La visita pastorale è una delle forme, collaudate dall' esperienza dei secoli, con cui il Vescovo mantiene contatti personali con il clero e con gli altri membri del Popolo di Dio. È un' occasione per ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli, è anche l'occasione per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e ad un' azione apostolica più intensa. La visita gii consente inoltre di valutare l'efficienza delle strutture e degli strumenti destinati al servizio pastorale, rendendosi conto delle circostanze e difficoltà del lavoro di evangelizzazione, per poter determinate meglio -
( Apostolorum Successores, pag. 238). _
Il vescovo visitando le diverse comunità parrocchiali ha modo di incontrare e di aprire un dialogo costruttivo e personale con i presbiteri a cui sono affidate le diverse comunità, non solo per valutare il loro operato ma anche per affrontare e risolvere le difficoltà, qualora ve ne fossero. L'incontro gli offre la possibilità di conoscere le diverse realtà diocesane,_ i fedeli laici operanti in esse, la vita concreta delle parrocchie, la cura pastorale e lo stile dell'opera di evangelizzazione. -
3. A chi è diretta la Visita pastorale?
«Alla visita pastorale sono soggetti "le persone, istituzioni cattoliche, cose e luoghi sacri che si trovino entro l'ambito della diocesi" I compresi i monasteri autonomi e le case degli Istituti religiosi di diritto diocesano e tenute presenti le limitazioni di esercizio poste dalla norma canonica per .quanto attiene alle chiese ed oratori di quelli di diritto pontificio».
(Apostolorum Successores, pag. 239)
Sono le persone il vero centro di interesse della visita. Proprio per questo motivo il Vescovo nomina dei Convisitatori, con il compito di occuparsi di tutte le questioni burocratiche e amministrative; in tal modo il vescovo ha l'opportunità e il tempo di Incontrare gli organismi pastorali, i gruppi o le associazioni presenti e tutti i fedeli laici che vogliono partecipare. La visita è per tutti coloro che vogliono accogliere il messaggio di Cristo, non è un evento esclusivo di chi fa vita comunitaria; è con questo spirito che il vescovo viene nelle parrocchie, per accogliere tutti ispirandosi alla tenerezza di Dio Padre.
«Non c'è quindi che un popolo di Dio scelto da lui: « un solo Signore,.una sola fede, un solo battesimo» (Ef 4,5); comune è la dignità dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia di adozione filiale, comune la vocazione alla perfezione; non c'è che una sola salvezza, una sola speranza e una carità senza divisioni. Nessuna ineguaglianza quindi in Cristo e nella Chiesa per riguardo alla stirpe o nazione, alla condizione sociale o al sesso, poiché « non c'è né Giudeo né Gentile, non c'è né schiavo né libero, non c'è né uomo né donna: tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (GaI 3,28 gr.; cfr. Col 3,11). Se quindi nella Chiesa non tutti camminano per la stessa via, tutti però sono chiamati alla santità e hanno ricevuto a titolo uguale la fede che introduce nella giustizia di Dio (cfr. 2 Pt 1,1)>>(Lumen Gentium, n. 32).
4. Come avviene la visita?
Il Vescovo visita ogni comunità parrocchiale fermandosi due o tre giorni, secondo la estensione e l'esigenza di ogni parrocchia. In questo frangente incontra tutte le persone che lo vogliono durante le celebrazioni in chiesa, ed in incontri specifici predisposti e opportunamente comunicati per tale avvenimento.
N ella specifico questo è quanto chiede il direttorio:
«Nella visita alle parrocchie, il Vescovo cerchi di realizzare, secondo le possibilità di tempo e di luogo, i seguenti atti:
a ) celebrare la Messa e predicare la Parola di Dio;
b ) conferire solennemente il sacramento della Confermazione, possibilmente durante la Messa;
c ) incontrare il parroco e gli altri chierici che aiutano nella parrocchia;
d ) riunirsi con il Consiglio pastorale o, se non esiste, con i fedeli (chierici, religiosi e membri delle Società di vita apostolica e laici) che collaborano nei diversi apostolati e con le associazioni di fedeli;
e ) incontrarsi con il Consiglio per gli affari economici;
f) avere un incontro con i bambini, i ragazzi e i giovani che percorrono l'itinerario catechistico;
g) visitare le scuole e altre opere e istituzioni cattoliche dipendenti dalla parrocchia;
h) visitare, nei limiti del possibile, alcuni malati della parrocchia.
Il Vescovo potrà anche decidere altri modi di farsi presente tra i fedeli, considerando gli usi del posto e l'opportunità apostolica: con i giovani, per esempio in occasione di iniziative culturali e sportive; con gli operai, per stare in loro compagnia, dialogare, ecc.
Nella visita non si deve tralasciare, infine, l'esame della amministrazione e conservazione della parrocchia: luoghi sacri e ornamenti liturgici, libri parrocchiali e altri beni. Tuttavia, alcuni aspetti di questo compito potranno essere lasciati ai vicari foranei o ad altri chierici idonei, nei giorni precedenti o successivi alla visita, cosicché il Vescovo possa dedicare il tempo della visita soprattutto agli incontri personali, come compete al suo ufficio di Pastore» (Apostolorum Successores, pag. 239, ss.).
5. Come prepararsi ad accogliere questo momento di grazia?
A seguito delle opportune informazioni che verranno fornite dai presbiteri delle diverse comunità, il Popolo Santo di Dio può radunarsi in preghiera con il proprio parroco per fare in modo che la visita sia preparata e accolta con un atteggiamento sobrio, evitando gli sprechi per giungere così in serenità e con il cuore aperto all' ascolto, al dialogo e alla
comunione.
6. Quando si svolgerà la Visita pastorale?
La visita pastorale inizierà dopo la celebrazione della Santa Pasqua poiché la Pasqua è il momento cruciale per la vita di ogni cristiano; proprio per questo il vescovo ha ritenuto fondamentale iniziare questo cammino attraverso le varie comunità, partendo proprio dalla Risurrezione di Cristo.
Il territorio della nostra diocesi è suddiviso in sette foranie per un numero totale di 82 parrocchie. Per facilitare e consentire un andamento ordinato alla visita, il vescovo procederà per comuni, visitando in primis le comunità più giovani.
Un calendario fornito dalla diocesi e concordato con i parroci, presenterà un chiaro percorso delle tappe della visita dando a tutti modo di prepararsi. È ovvio che per l'estensione del territorio della diocesi e unitamente all' obbligo del vescovo di continuare le sue attività ordinarie, la visita durerà circa tre anni.
La Visita Pastorale è un' occasione di conversione e di salvezza, da accogliere come tempo favorevole di grazia al fine di crescere e rinnovarci in Cristo Gesù; per tale motivo ogni incontro ed ogni momento della visita va vissuto nella verità e nell' autenticità, nell' offerta della reale e costruttiva disponibilità ad ascoltare, accogliere, vivere e testimoniare al mondo la Parola che salva.
7. Cosa accade a conclusione della visita?
Il vescovo invierà al parroco e per suo tramite a tutta la comunità parrocchiale una valutazione delle varie realtà indicando dei punti di approfondimento e di rinnovamento, sempre in uno spirito costruttivo, di promozione e di incoraggiamento.
8. I sussidi per la visita pastorale
Oltre al presente vademecum, volto a fare conoscere il significato, l'importanza. e le modalità di svolgimento della visita pastorale saranno messi a disposizione alcuni sussidi:
Una sintesi delle linee pastorali tracciate finora, utile per la catechesi;
Un sussidio liturgico per lo svolgimento delle celebrazioni;
Un questionario per conoscere, approfondire e valutare le singole situazioni presenti in ogni parrocchia.
Inoltre saranno messi a disposizione dei fedeli: la preghiera per la visita pastorale, il messaggio del vescovo a tutti i cristiani della diocesi in occasione della visita e un calendario aggiornato di tutti gli appuntamenti.